L'aiuto di Gesù Cristo

Uno squillo di telefono sveglia Don Ludovico da un sonno irrequieto e tormentato. Ancora in mezzo ai suoi incubi notturni il prete prende il ricevitore. Era la donna che aveva incontrato a quella cena al castello...

 

- Salve. Il mio nome è Linda Marchi. Forse si ricorda di me...

Per un momento il prete rimane perplesso. Non capiva più niente. Comincia a sudare freddo ed a diventare nervoso. Non riusciva a credere quello che aveva sentito.

- Scusi, ehi, qual è il Suo nome?
- Linda Marchi. Perché?
- Oh, niente, niente. Non avevo capito bene. Mi dica, in che cosa posso esserLe utile?

- Prima di tutto vorrei scusarmi per la chiamata a quest'ora, ma c'è un motivo importante che non mi lascia dormire in pace: Sto cercando mio padre!

Il telefono cade per terra. Lo choc è terribile e il prete non trova più il respiro. Quando riprende il telefono, ha le lacrime agli occhi:
- Signorina, senta, io ... eh, forse ... so chi sta cercando.
- Sì, davvero? Oh, che gioia! Sa, la situazione è complicata. So che dev'essere un prete di questa regione...
- Penso di conoscerlo.
- Sì?? Ma, allora, mi dica il suo nome! Chi è???
- Sono io, Linda, cara!!!

Il silenzio sembrava durare un'eternità. Le emozioni che provavano tutti e due in quel momento gli impedirono di parlare. Erano come paralizzati. Finalmente, dopo essersi recuperata un po', Linda ha ripreso il telefono:
- Allora, tu sei colui che ha lasciato sola la mia povera madre! Per te mia madre è stata scacciata dal villaggio! Come una... non farmelo dire!
- Ma Linda, ascolta, non so che cosa ti ha raccontato tua madre, ma in quei tempi io ero un prete giovane ed ingenuo e
tua madre mi aveva sedotto. Quello che per lei era un gioco, per me era diventato un vortice fatale nel quale mi sentivo trascinato come un naufrago, senza potermi salvare.

Dopo la telefonata Linda non riusciva a calmarsi. La migliore idea le sembrava di uscire e di fare una passeggiata.

Anche Massimo aveva deciso di fare una passeggiata nel parco per riflettere sul colloquio con Alfonso. Non c'era molta gente in giro a quest'ora. Ma su una panchina un po' in disparte ha notato una donna che sembrava piuttosto turbata. Avvicinandosi ha riconosciuto Linda Marchi, la ragazza triste del bar. Si è seduto accanto a lei e le domanda che cosa era successo. Lei gli racconta tutta la sua storia: "Ho telefonato a Don Ludovico per chiedergli se conosceva un prete di questa regione che potrebbe avere una figlia illegittima. E figurati, mi ha confessato che era lui mio padre! E adesso sono assolutamente confusa. Abbiamo parlato per tutta la notte e ci siamo raccontati le nostre vite. Mi ha detto che ha dovuto mandare tanti soldi a mia madre, e che ha vissuto sempre nella miseria. Non poteva mai esaudirsi il suo grandissimo desiderio: possedere un quadro originale del famoso pittore Leonardo Chiucchiù, Gesù Cristo che aiuta gli affamati."

Parlavano ancora un po', poi Massimo ha salutato Linda ed è partito.

Poco dopo aver lasciato dietro di sé il parco il ragazzo vede un camion che si ferma accanto a lui. L'autista gli chiede dove si trovava Via Carducci.

Massimo ricordava che quella era la via dove abitava Don Ludovico ed offre all'autista di accompagnarlo. Sale sul autocarro e partono insieme. Cercavano proprio la casa di Don Ludovico. Il giovane ha aiutato l'autista a scaricare un grande pacco.

- Stai attento, per favore! - dice l'autista.
- Perché, è una cosa di valore?
- Ma si, è Gesù Cristo che aiuta gli affamati, il quadro originale del famoso pittore Leonardo Chuicchiù.
- Ed è al prete che portate questa meraviglia?

Tornato al castello Massimo era certo che in questa storia qualcosa non girava. Ma non riusciva a vedere chiaro. Forse la risposta era nel dialogo con Linda? ... Ma sì! Il prete era il padre di Linda, e la madre... la madre aveva sempre ricevuto grandi somme di denaro dal prete, mentre lui faceva una vita molto modesta. Già, il suo grandissimo desiderio... Ma sì, il quadro!!! - In quel momento un lampo illumina la sua mente. Era chiaro: Linda, il prete, l'omicidio di Nella, i soldi spariti, l'improvvisa fortuna del prete... Massimo ha deciso di rivolgersi alla polizia.


L'anticamera era grande, e le piante creavano un'atmosfera piacevole e fresca che faceva dimenticare al prete la pessima situazione in cui si trovava. La polizia l'aveva chiamato al commissariato per dirgli che era accusato di omicidio. In questo momento un poliziotto apre la porta di fondo, guarda nella stanza come se cercasse un criminale e finalmente si rivolge al prete:
- Don Ludovico?
- Sissignore, sono io!
- Salve. Il mio nome è Lombardi. Sono il commissario responsabile del suo caso. Venga con me per favore.

Entrarono in un ufficio. Il commissario si è seduto davanti al prete. Dice ad un agente di prendere nota e comincia ad interrogare:

- Allora, Don Ludovico, Lei è accusato di omicidio. Non mi dirà che non le dà fastidio quest'accusa?!
- Infatti, signor commissario. Mi dispiace moltissimo dirlo in modo così diretto, ma sono colpevole.

Il prete provava ad esaminare un po' lo sguardo del commissario, ma questo continuava a mostrare un aspetto totalmente disinteressato. Decise di continuare.

- Lei deve sapere che io ho una figlia illeggittima; sua madre... sua madre è morta poche settimane fa. Ma fino alla sua morte io ero condannato a pagare somme di denaro che io nemmeno avevo, vivendo come un povero diavolo, senza poter permettermi il minimo lusso...
- Mi dica: perché?
- Mannaggia, è stata un'avventura di gioventù; la tipica storia del giovane che si innamora come un pazzo e dimentica completamente che sta commettendo un errore fatale... L'amavo davvero. Dopo sono cominciati i guai: Linda era nata ed io mi sono accorto a poco a poco che stavo peccando, che avevo tradito Dio, il mio giuramento di prete e così anche me stesso! Ho deciso di rompere con questa donna accettando di pagare una certa somma di denaro che avrebbe dovuto farla tacere, cosa che ha funzionato fino a un certo punto...

Il commissario ascoltava con grande interesse, mentre il poliziotto accanto cercava di cancellare un errore tipografico.

- Così avevo pensato che la storia era finita. Ma che delusione quando un bel giorno è suonato il telefono e quella donna, ora defunta, mi minacciava chiedendo ancora più soldi! Ed è continuato così tante altre volte.
- La prego, prosegua.
- Ebbene, sono arrivato a un punto fatale: Non potevo più pagare, e giuro, signor commissario, glielo giuro sulla bibbia, che...

- Sarà meglio che non giuri; per questi casi ci sono sempre ancora gli avvocati!
- Beh, volevo solo dire che ho cercato ad ottenere denaro in modo legale, ma non ci sono riuscito.
- E così era costretto ad uccidere
Nella Tacchinardi, vero?!
- Infatti, signor commissario ... mentire non serve ... fu così; Nella era venuto a far la communione. Io avevo preparato un'ostia avvelenata, gliel'ho messa in bocca e... E' stata una morte rapida e senza dolori.

Il poliziotto ha smesso di scrivere e guardava il prete in modo strano. Il commissario invece aveva un leggero sorriso sulle labbra.

- Confessa?
- Confesso.
- In questo caso: firmi qua.


Riassunto in tedesco/deutsche Zusammenfassung

Epilogo

Un giallo a Venezia