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Uno squillo di telefono sveglia Don Ludovico da un sonno irrequieto e tormentato. Ancora in mezzo ai suoi incubi notturni il prete prende il ricevitore. Era la donna che aveva incontrato a quella cena al castello...
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- Prima di tutto vorrei scusarmi per la chiamata a quest'ora, ma c'è un motivo importante che non mi lascia dormire in pace: Sto cercando mio padre! Il
telefono cade per terra. Lo choc è terribile e il
prete non trova più il respiro. Quando riprende il
telefono, ha le lacrime agli occhi: Il
silenzio sembrava durare un'eternità. Le emozioni che
provavano tutti e due in quel momento gli impedirono di
parlare. Erano come paralizzati. Finalmente, dopo essersi
recuperata un po', Linda ha ripreso il telefono: Dopo la telefonata Linda non riusciva a calmarsi. La migliore idea le sembrava di uscire e di fare una passeggiata. Anche Massimo aveva deciso di fare una passeggiata nel parco per riflettere sul colloquio con Alfonso. Non c'era molta gente in giro a quest'ora. Ma su una panchina un po' in disparte ha notato una donna che sembrava piuttosto turbata. Avvicinandosi ha riconosciuto Linda Marchi, la ragazza triste del bar. Si è seduto accanto a lei e le domanda che cosa era successo. Lei gli racconta tutta la sua storia: "Ho telefonato a Don Ludovico per chiedergli se conosceva un prete di questa regione che potrebbe avere una figlia illegittima. E figurati, mi ha confessato che era lui mio padre! E adesso sono assolutamente confusa. Abbiamo parlato per tutta la notte e ci siamo raccontati le nostre vite. Mi ha detto che ha dovuto mandare tanti soldi a mia madre, e che ha vissuto sempre nella miseria. Non poteva mai esaudirsi il suo grandissimo desiderio: possedere un quadro originale del famoso pittore Leonardo Chiucchiù, Gesù Cristo che aiuta gli affamati." Parlavano ancora un po', poi Massimo ha salutato Linda ed è partito. | |||
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Tornato al castello Massimo era certo che in questa storia qualcosa non girava. Ma non riusciva a vedere chiaro. Forse la risposta era nel dialogo con Linda? ... Ma sì! Il prete era il padre di Linda, e la madre... la madre aveva sempre ricevuto grandi somme di denaro dal prete, mentre lui faceva una vita molto modesta. Già, il suo grandissimo desiderio... Ma sì, il quadro!!! - In quel momento un lampo illumina la sua mente. Era chiaro: Linda, il prete, l'omicidio di Nella, i soldi spariti, l'improvvisa fortuna del prete... Massimo ha deciso di rivolgersi alla polizia. L'anticamera era grande, e le piante
creavano un'atmosfera piacevole e fresca che faceva
dimenticare al prete la pessima situazione in cui si
trovava. La polizia l'aveva chiamato al commissariato per
dirgli che era accusato di omicidio. In questo momento un
poliziotto apre la porta di fondo, guarda nella stanza come
se cercasse un criminale e finalmente si rivolge al
prete: Entrarono in un ufficio. Il commissario si è seduto davanti al prete. Dice ad un agente di prendere nota e comincia ad interrogare: -
Allora, Don Ludovico, Lei è accusato di omicidio. Non
mi dirà che non le dà fastidio
quest'accusa?! Il prete provava ad esaminare un po' lo sguardo del commissario, ma questo continuava a mostrare un aspetto totalmente disinteressato. Decise di continuare. - Lei
deve sapere che io ho una figlia illeggittima; sua madre...
sua madre è morta poche settimane fa. Ma fino alla
sua morte io ero condannato a pagare somme di denaro che io
nemmeno avevo, vivendo come un povero diavolo, senza poter
permettermi il minimo lusso... Il commissario ascoltava con grande interesse, mentre il poliziotto accanto cercava di cancellare un errore tipografico. -
Così avevo pensato che la storia era finita. Ma che
delusione quando un bel giorno è suonato il telefono
e quella donna, ora defunta, mi minacciava chiedendo ancora
più soldi! Ed è continuato così tante
altre volte. | |||
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